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foto di: Michele Orlando . Testo Prof. Carmelo Fucarino.
La Settimana Santa continua con il Giovedì Santo. In varie chiese si fa la cena in commemorazione dell'ultima che fece Gesù con gli apostoli prima dell'orazione all'orto. A tal proposito nel centro della chiesa viene disposto un tavolo con dodici postini cui, principalmente, figura per ciascuna porzione un pane, una lattuga, un'arancia e un finocchio. Gli apostoli, rappresentati da vari giovani e non più fanciulli come accadeva per la Domenica delle Palme, sfilano per tutto il perimetro della chiesa e, infine, si siedono disponendosi in due file, una di fronte all'altra. Il sacerdote, ultimo della fila, con una lunga tunica bianca e provvisto di una tovaglia e di una brocca d'acqua, dopo i canti liturgici d'uso, inginocchiandosi davanti agli apostoli, lava il loro piede e lo bacia. |
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In Una volta finita la lavanda dei piedi la cerimonia si conclude gli apostoli possono portare a casa il cibo che è stato loro offerto. Di consuetudine nella tarda serata del Giovedì Santo, in quasi tutte le chiese del paese si visitano i “sepolcri” adornati da abbondanti fiori e luci. In alcune chiese, ancora oggi, nei sepolcri non manca “u lavareddu” cioè del grano piantato in piatto o in un vassoio fatto crescere a l'ombra perché resti bianco e legato con un nastro. Nel grano i greci vedevano il Dio nella sua natura originale ma anche un incantesimo destinato a promuovere vegetazione. Oggi il popolo pensa solamente ad un omaggio. |
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